The Ritsu's vibez Podcast
To inspire people through Aikido.
What's up cuties? Sono Ritsu, insegnante di arti marziali, coach e mediatore digitale e questo podcast nasce dal mio desiderio di ispirare le persone attraverso la saggezza dell'Aikido. Ma cos'è questo Aikido? Da chi non lo ha mai sentito nominare a chi lo fraintende completamente!
L'Aikido è il linguaggio di cui abbiamo bisogno oggi: in un mondo di competizioni, l'Aikido insegna la collaborazione. In un mondo digitale, l'Aikido insegna a sentire il corpo dell'altro. In un mondo di vittorie facili, l'Aikido insegna la consapevolezza e la motivazione lungo il percorso.
L'Aikido mi ha cambiato la vita e mi ha permesso di focalizzare cosa manca oggi sia online che offline: uno spazio dove condividere se stessi, ispirarsi reciprocamente e crescere insieme, prendendo le cose semplicemente! Non ci sono guru o santoni qui, nè gli insegnamenti del secolo. Questo podcast è, in fondo, solo un pretesto. Un momento di riflessione, per fare un piccolo passo in avanti, ogni giorno.
E da coach, non amo parlare a voi, amo parlare con voi! Commentate i post di Instagram sulle nuove puntate, mandate DM con le vostre idee, domande, ispirazioni e costruiamo ogni episodio e la nostra community insieme! Il dojo, il luogo dove si insegna la Via delle arti marziali, non è una palestra, è la nostra vita di tutti i giorni. Creiamo il nostro dojo digitale!
Questo podcast è bilingue proprio per poter raggiungere quante più persone possibile.
Per contatti, commenti, DM e updates check my Instagram: ritsu_aikido
Train hard, live soft!
And let's vibe together!
To inspire people through Aikido.
What's up cuties? This is Ritsu, a martial arts instructor, coach, and digital mediator, and this podcast comes from my desire to inspire people through the wisdom of Aikido. But what is this Aikido? For those who have never heard of it to those who completely misunderstand it!
Aikido is the language we need today: in a world of competition, Aikido teaches collaboration. In a digital world, Aikido teaches to feel the other person's body. In a world of easy victories, Aikido teaches awareness and motivation along the journey.
Aikido has changed my life and allowed me to pinpoint what is missing today, both online and offline: a space to share oneself, mutually inspire, and grow together, taking things easy! There are no gurus or saints here, nor teachings of the century. This podcast is, fundamentally, just a pretext. A moment of reflection, to take a small step forward, every day.
And as a coach, I don't like speaking to you; I love speaking with you! Comment on Instagram posts about new episodes, send DMs with your ideas, questions, inspirations, and let's build each episode and our community together! The dojo, the place where the Way of martial arts is taught, is not just a gym; it's our everyday life. Let's create our digital dojo!
This podcast is bilingual precisely to reach as many people as possible!
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Come scegliere il luogo ideale per allenarci P 2
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Si parla tanto di come scegliere la disciplina perfetta per noi. Eppure, non troverete quasi nulla se cercate consigli su come scegliere il luogo perfetto dove praticarla.
Questo perchè le esigenze che ci guidano nella scelta spesso sono logistiche e non vediamo il reale significato che hanno.
Invece, la scelta del luogo dove allenarci ha un valore determinante rispetto alla nostra soddisfazione verso la pratica e gli aspetti da considerare sono molteplici e, spesso, poco intuitivi.
Oggi vi guiderò nel labirinto degli aspetti da considerare prima di scegliere il luogo perfetto per allenarci, partendo dall'esempio della scelta del dojo di Aikido.
La scorsa settimana vi ho raccontato la mia storia.
In questa seconda parte invece riepiloghiamo insieme, partendo dalla mia esperienza, tutti i piccoli consigli da tenere a mente per non sbagliare questa importantissima scelta!
Commentate il post dell'episodio su Instagram per condividere la vostra storia: avete messo in pratica questi suggerimenti? Avete qualche idea extra per integrare la lista che ho fatto io? E mandatemi un DM per suggerire contenuti per i prossimi episodi e far crescere insieme questa community. https://www.instagram.com/ritsu_aikido/
E se siete a Roma, vi aspettiamo per allenarvi in dojo con noi! Tutte le info qui: https://kohakuaikidoroma.com/
Per approfondire:
DOJO: 道場 luogo (場 ) dove si segue la via (道 ) è un termine giapponese che indica il luogo dove si svolge la pratica delle arti marziali. In origine il termine, ereditato dalla tradizione buddhista cinese, indicava il luogo in cui il Buddha ottenne il risveglio e per estensione i luoghi deputati alla pratica religiosa nei templi buddhisti. Il termine venne poi adottato nel mondo militare e nella pratica del bujutsu, che durante il periodo Edo fu influenzata dalla tradizione Zen, perciò è a tutt'oggi diffuso nell'ambiente delle arti marziali.
NOGAKU: 能楽 è uno degli stili tradizionali del teatro giapponese. E' composto dal dramma lirico Noh, dal teatro comico kyogen 狂言. Tradizionalmente, entrambi i tipi di teatro vengono rappresentati insieme, il kyogen viene interposto tra i vari Noh durante la giornata di spettacoli.
FUJIMOTO YOJI: Fujimoto Yoji Sensei 8° dan, Covicedirettore Didattico dell'Aikikai di Italia.
HAKAMA: 袴 è un indumento tradizionale giapponese che somiglia ad una larga gonna pantalone o una gonna a pieghe. Viene legata alla vita ed è lunga approssimativamente fino alle caviglie. Oggigiorno, la hakama viene utilizzata per tradizione in alcune arti marziali discendenti del Bujutsu (insieme di antiche pratiche dei Samurai) quali lo Iaido, il Kenjutsu, il Kendo, il Kyudo, il Daito-ryu, l'Aikido. Le hakama utilizzate per le arti marziali sono in cotone, oppure in seta o in poliestere o in un misto di queste tre fibre. La hakama è anche un abito da cerimonia e in questo caso sono in seta. Nel caso di cerimonie Shinto (religione di natura politeista e animista giapponese) il sacerdote porta una hakama bianca, gli assistenti maschi delle hakama verde chiaro, e le assistenti femminili rosso-arancioni. Le pieghe della hakama simboleggiano le virtù del Budo (la via marziale giapponese).
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Amo il Giappone da sempre e ho una formazione da coach e mediatore. Insegno Aikido, che pratico ormai da 15 anni insieme ad altre arti giapponesi. La scoperta più grande che ho fatto tramite l’Aikido è stata la sua immediata applicabilità nella vita quotidiana. Ed è un totale game changer! Consente di vedere ogni cosa da una prospettiva radicalmente diversa. Il dojo, il luogo dove si pratica la Via delle arti marziali può essere ovunque con l’Aikido ed è uno spazio sacro, di condivisione e crescita. Questo è un dojo digitale e voi siete l’energia che lo alimenta, e lo rende reale.
La scorsa settimana vi ho raccontato come ho scelto il mio primo dojo, il luogo di pratica e di come, questa scelta, sia fondamentale. Ma quali sono gli aspetti da considerare e i trucchi per non sbagliare la scelta? Rimanete fino alla fine dell'episodio e ve li svelerò tutti!
Dov'ero arrivata? Ah sì, andai a conoscere, finalmente, il maestro.
Ora l'aspetto interessante è che quando ho conosciuto il maestro abbiamo avuto una piccola conversazione in cui mi ha chiesto perché volessi praticare Aikido e al di là del fatto che il dojo fosse vicino a casa e avesse molti orari di pratica disponibili sono stata immediatamente conquistata dal suo stile, dal suo modo di parlare, dal quello che lui pensava delle arti marziali e ho capito subito che era un posto dove l'Aikido era considerato una filosofia quindi molto vicino a quello che io cercavo, è rimasto poi un posto dove io sono stata per oltre dieci anni e era anche l'unico posto dove probabilmente avrei potuto praticare per così tanto tempo.
Quindi cos'è che la mia esperienza nella scelta del dojo può insegnare? Beh innanzitutto che ci sono degli aspetti per noi determinanti che consideriamo cruciali quando facciamo una scelta ma anche e soprattutto che quello che noi cerchiamo all'inizio molto spesso non lo mettiamo veramente a fuoco. Noi non ci chiediamo davvero, come dicevo all'inizio, qual è la motivazione profonda che mi spinge ma ci fermiamo alle motivazioni più superficiali. Io volevo un posto per migliorare con la schiena ma la verità è che cercavo un posto con una filosofia in cui credere, una filosofia che mi rispecchiasse.
La schiena era un aspetto a cui davo peso ma che probabilmente mi avrebbe portato a una scelta totalmente transitoria mentre il fatto di aver trovato abbastanza casualmente, perché non lo avevo messo a fuoco, un posto che aveva un modo di pensare molto vicino al mio, ha cambiato radicalmente la mia vita. Quindi se dovessimo elencare gli aspetti da tenere in considerazione quando scegliamo un luogo di pratica, beh il primo che io vi dico è provate a capire cosa cercate davvero. Io opterei davvero per una sessione di coaching: se avete un coach a cui chiederlo benissimo, ma altrimenti potete fare auto coaching. Prendete un foglio e scrivere di getto tutte le motivazioni, anche le più sciocche, legate a questa scelta che avete fatto. Fosse anche la scelta più stupida del mondo nel senso: “ma io devo semplicemente fare un po' di stretching”. Va bene, chiediti se vuoi davvero fare solo stretching, chiediti se in quel momento della tua vita stai facendo quella scelta perché ci sono altre motivazioni dietro. Ci sono delle fasi della nostra vita dove noi abbiamo bisogno di cambiare quasi naturalmente, in cui prendiamo una direzione diversa, in cui diciamo: “ah ora faccio questo passo che mi è sempre girato nella testa ma che non ho mai provato a fare”. Ecco, chiedetevi al di là del: “vorrei fare un po' di sport”, cosa c'è dietro in quel momento della vostra vita, cosa cercate e se non avete un professionista a cui chiederlo, mettetelo nero su bianco, scrivete a ruota libera come se fosse un tema, come se fosse un racconto e quando lo rileggete sicuramente troverete tante piccole parole chiave. Per esempio quando faccio io questo esercizio trovo spesso delle parole ripetute oppure, una cosa molto interessante, è che quando scrivo di getto, sebbene voglia esprimere un concetto, a volte lo trovo espresso con verbi diversi da quelli che avevo pensato di scrivere: per esempio voglio dire una cosa e nella mia testa si formula il pensiero ma quando vado a scrivere, un po' perché magari sono sovrappensiero, un po' perché magari sto già pensando a quello che scriverò nella frase successiva, il verbo che uso è diverso. Mi è capitato tante volte, provate perché è davvero interessante e quello è il verbo chiave, quello che viene dal profondo, da quello che non mettiamo a fuoco. Magari scrivo: “voglio fare sport per sciogliermi” poi lo vado a rileggere e in realtà ho scritto: “voglio fare sport per liberarmi”. Sciogliersi e liberarsi potrebbero avere un significato simile ma sono due concetti completamente diversi. Io magari nella mia testa stavo pensando allo stretching e liberarmi mi dice qualcosa di me in quel momento.
Fate questa autoanalisi preliminare dopodiché ovviamente pensate alla logistica: è importantissima perché ci vuole moltissima perseveranza per praticare una disciplina con gli impegni che abbiamo ogni giorno quindi è fondamentale che il posto che scegliete abbia degli orari compatibili con i vostri, meglio se più orari diversi fra cui scegliere soprattutto se siete persone molto impegnate. Magari non è vicino a casa vostra ma è facilmente raggiungibile oppure sulla via del ritorno dal lavoro, qualcosa che vi venga facile.
Considerate anche un altro aspetto fondamentale a cui non sempre si pensa: abbiamo dei bioritmi diversi quindi ci sono persone che amano allenarsi la mattina, persone che amano allenarsi in pausa pranzo, persone che amano allenarsi la sera anche molto tardi. Ecco non sempre possiamo scegliere ma riflettete qual è il momento in cui siete più coerenti con voi stessi, per esempio io non ce la posso fare ad allenarmi la mattina; l'Asageiko, l'allenamento (14:43) all'alba, lo detesto, lo faccio davvero come training per la mia disciplina ma per me l'allenamento ideale è serale e per molte persone invece è esattamente il contrario. Se trovate una palestra che vi fa allenare molto tardi la sera, con un orario perfettamente compatibile con i vostri orari di lavoro, magari esattamente di fronte a casa vostra ma voi siete persone che hanno un bioritmo per cui vi volete allenare presto la mattina, sappiate che non ci andrete mai, mai, perché uscirete dal lavoro e sarete cotti, finiti e troverete ogni volta una scusa per non andarci. Se sapete che siete persone che si allenano presto la mattina meglio provare a negoziare di poter entrare, se potete farlo ovviamente, mezz'ora dopo al lavoro, meglio trovare un orario prestissimo di allenamento nella palestra che avete scelto, meglio eventualmente dormire un'ora in meno ma se voi vi allenate bene la mattina dovete andare su quell'orario. Ricordatevi che soprattutto se avete scelto una disciplina che non sia aerobica ma come dicevamo all'inizio portiamo l'esempio delle arti marziali, il dojo che coincide con la prima esperienza marziale difficilmente si dimentica, ci si affeziona alla disciplina, agli insegnanti e compagni di pratica, al luogo e spesso è l'unico ad accompagnare i ricordi più belli anche se poi lo doveste cambiare, quindi è fondamentale che possiate arrivare a conoscerlo e per arrivare a conoscerlo dovete essere perseveranti nell'allenamento, quindi dovete esservi chiesti cosa volete da quell'allenamento e l'ambiente che trovate deve rispondere a quello che cercate; l'orario deve essere compatibile col vostro bioritmo, con i vostri impegni e la logistica deve essere accessibile.
Altro elemento fondamentale il maestro: soprattutto se scegliete una disciplina marziale il maestro è un mentore, è qualcuno che voi dovete rispettare totalmente, il cui atteggiamento e il cui comportamento devono risuonare perfettamente dentro di voi. Non fatevi ingannare da chi vi promette mari e monti, non fatevi ingannare da una palestra piena di lustrini, fatemi dire, non fatevi ingannare dal maestro che dice: "ti cambierò la vita" cercate qualcuno che non vuole mostrarvi quante cose sa, semplicemente vi dice: "io ti insegnerò quello che so". Cercate un posto dove il maestro non sia interessato a cercare allievi ma abbia cura del posto dove sta insegnando; questo è fondamentale: c'è tanta gente che manipola facilmente una conversazione con un novizio facendogli credere che lì chissà che cosa trova. Beh guardate: meno vi mostrano, più vi sembra scarna la figura del maestro che incontrate, più probabilmente è una persona seria che vi insegnerà bene. Scegliete un insegnante che vi piace e ricordatevi che la scelta del maestro è la cosa più difficile in assoluto perché ci influenzerà molto.
Scegliamo un dojo dove si insegnano poche cose e dove si respira un'atmosfera serena e accogliente.
Un dojo con delle regole precise chiare e che tutti rispettano. Nel nostro dojo si giudica il posto dove ci stiamo allenando da come sono allineate le ciabatte all'entrata; per noi è una regola fondamentale: se i ragazzi entrano in dojo e le ciabatte non sono allineate perfettamente vuol dire che è un posto sciatto, è sciatto il maestro e sono sciatti gli allievi. Nel nostro dojo paradossalmente è sufficiente guardare come sono allineate le ciabatte per poterci giudicare noi non esponiamo medaglie, ci basta questo per far capire che siamo persone serie e cerchiamo persone che guardino questi dettagli.
Cercate un dojo interessato ad essere ben fatto piuttosto che ben pieno, non conta che ci siano 300 allievi conta che ce ne siano tre ma incredibilmente motivati, che vengono lì felici di essere lì. Musashi Miyamoto ha avuto, si dice, un solo allievo in tutta la sua vita sebbene sia stato il più grande samurai mai esistito perché in realtà, se un maestro riesce ad avere anche un solo vero allievo, la sua vita di insegnante è valsa la pena. Non vi fate ingannare dei numeri.
Cercate un dojo serio ma che non si prenda troppo sul serio e sull'essere seri ma non seriosi dedicherò un episodio apposta.
Un dojo dove ci sono obiettivi comuni ma strade diverse per ognuno e attenzioni diverse per ognuno e se parliamo di Aikido ma vale per qualunque altra disciplina, cercate un dojo che pratica molto Aikido ma che parla poco di Aikido, che chiacchiera poco di Aikido.
Un dojo che non stimoli la competizione tra i compagni ma favorisca il sostegno e la complicità, soprattutto cercate un dojo che non vuole accontentare tutti, è sufficiente che accontenti voi.
E voi che ne pensate? Lo avete trovato il posto ideale dove allenarvi e se questa disciplina è l'Aikido qual è il dojo che avete scelto e perché: fatemelo sapere commentando il post dell'episodio su Instagram e non dimenticare di mandarmi un DM con le vostre idee per i prossimi episodi così possiamo sviluppare i contenuti insieme.
Grazie per essere stati con me e al prossimo episodio.